DIREFAREVIAGGIARE
Ileanette “Lili” Tremol

 

Workshop Fotografico con Andrea Boccalini al Narni Black Festival

Molto spesso saper fare e saper insegnare non vanno insieme, anzi si dice che “chi sa fa, chi non sa insegna”.

Non è il caso di Andrea Boccalini, fotografo di scena dal curriculum pazzesco (cinquanta dischi negli ultimi tre anni, collaborazioni con riviste come Jazztimes, Downbeat, Musica Jazz, foto pubblicate su Repubblica,  Libeartion, NY times, WS journal, fotografo della Cam Jazz, e questo non è tutto) ma anche insegnante entusiasta, comunicativo, carismatico.

Un workshop fotografico di 3 giornate al Narni Black Festival.  La parte teorica comprendeva approfondimenti tecnici sul settaggio e l’utilizzo della camera nelle varie condizioni di luce di un concerto, l’analisi delle immagini dei più grandi autori di fotografia jazz, l’interpretazione e la lettura del palco partendo dalla composizione dell’immagine in funzione del musicista. La parte pratica prevedeva scatti durante i  sound check e i concerti con la guida e le indicazioni di Andrea, e successivamente l’analisi e il commento delle immagini scattate.

Eravamo in dieci, provenienza Umbria, Marche ed Emilia. Un gruppo interessante e sin da subito affiatato, tanto che per tre giorni non ci siamo mai separati, sempre tutti insieme per pranzi, cene, aperitivi e caffè… soprendentemente, la mia sindrome misantropica per tre giorni filati non si è mai manifestata. Ho conosciuto persone con cui condivido qualcosa di bello, e con cui sono sicura che resterò in contatto.

Le lezioni con Andrea sono state illuminanti, ogni sua spiegazione è partita dalle motivazioni e dai significati, per arrivare al “how to” tecnico solo come conseguenza, mai come premessa. Come speravo, ci ha dato le chiavi di lettura, non un semplice manuale d’uso.

Parte importante sono state anche le indicazioni sulla condotta da tenere mentre si fotografa, condotta che, come abbiamo avuto modo di vedere durante i concerti, spesso purtroppo non è osservata… tipo dimenticarsi che c’è un pubblico pagante e mostrargli bellamente il sedere nella foga dell’arte togliendo la vista del palco, oppure sparare magistrali raffiche di scatto continuo per dare un po’ di ritmo a quello scialbo assolo d’arpa. Insomma, keep this in mind: “E’ lo show che conta, Manero, non tu!”

Durante i soundcheck ed i concerti, Andrea è rimasto sempre a portata di mano quando lo cercavamo con lo sguardo per un aiuto, per correggere il settaggio, per qualsiasi cosa. Il giorno successivo, ha commentato decine e decine dei nostri scatti, dedicando ad ognuno lo stesso tempo ed attenzione.

I concerti sono stati tutti fantastici, ma la mia personale palma va a Dee Dee Bridgewater, per la sua voce e la sua presenza strordinarie – quella riconoscibilità che fa l’artista e il personaggio – e anche perchè rappresenta il ricordo bello di quando ero oltreoceano e facevo la volontaria al Kennedy Center solo per poter entrare agli spettacoli (la nobile causa era versare il caffè alla “crème de la crème” della Washington bene durante gli intervalli)

La mia recensione critica del Workshop Fotografico con Andrea Boccalini al Narni Black Festival finsce qui, perchè ho finito i superlativi.

La bottom line è questa: a tutti coloro che si iscrivono a forum e newsletter di fotografia alla ricerca di workshop in giro per l’Italia, quando vedete il nome di Andrea Boccalini non perdetevelo per nessuna ragione (e chiamatemi, cavolo!)

A la prochaine…

Marzia

Mercato delle Gaite a Bevagna

Strade di Pisa

Sguardi trasparenti.

Sguardi trasparenti.

Berghem

Aprile, una passeggiata a Bergamo

Mangiare e bere (bene) insieme, spettinati dallo stesso vento, con lo stesso panorama negli occhi: questo è  quello che, alla fine di questo blogger trip, ci fa sentire legati tra noi e all’accogliente terra umbra. Abbiamo conosciuto l’anima autentica di questa regione, abbiamo incontrato persone che sono diventate amici, e come sempre accade in viaggio abbiamo trovato qualcosa di nuovo: un nuovo pezzetto di quel che siamo.

Beyond my imagination

While the astronauts, heroes forever, spent mere hours on the moon, I have remained in this new world for nearly thirty years. I know that my achievement is quite ordinary. I am not the only man to seek his fortune far from home, and certainly I am not the first. Still, there are times I am bewildered by each mile I have traveled, each meal I have eaten, each person I have known, each room in which I have slept. As ordinary as it all appears, there are times when it is beyond my imagination.

(Jhumpa Lahiri)

NOSTOS ALGOS
Nostalgia, nostos algos, il dolore del ritorno. Ma è davvero nostalgia di un luogo quella che proviamo, o è nostalgia di ciò che siamo stati in quel luogo?

NOSTOS ALGOS

Nostalgia, nostos algos, il dolore del ritorno. Ma è davvero nostalgia di un luogo quella che proviamo, o è nostalgia di ciò che siamo stati in quel luogo?